L’iperfagia è una condizione per la quale il paziente esperimenta un aumento rilevante dell’appetito, che comporta l’ingestione di una quantità eccessiva di cibo. L’iperfagia può essere transitoria o persistente. In alcuni casi si presenta in modo compulsivo.

Il desiderio incontrollabile di ingerire alimenti in grandi quantità, anche al di fuori dei pasti, può essere segno di un disturbo alimentare come ad esempio la bulimia nervosa o la sindrome da alimentazione notturna.

Quando l’iperfagia avviene al di fuori dei pasti si tratta del disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating). Il soggetto ingerisce una enorme quantità di cibo in pochissimo tempo.

Lo stesso problema avviene anche nella bulimia, comune disturbo alimentare in cui la fame viene avvertita in maniera ossessiva. E’ frequente che la persona bulimica faccia uso di lassativi o induca il vomito per liberarsi del cibo.

Nella sindrome da alimentazione notturna, l’iperfagia si manifesta come reazione alla difficoltà nell’addormentarsi o a problemi relativi all’insonnia.

Durante i pasti, l’atto di ingerire più alimenti più di quanto si abbia bisogno è certamente associato a una problematica di percezione. Il soggetto avverte una fame eccessiva o non  raggiunge la sazietà. Tra le possibili cause di questo problema rientrano l’obesità e la sindrome metabolica.

Con una certa frequenza l’iperfagia può essere causata da disordini endocrinologici e metabolici. Ad esempio i soggetti che soffrono di diabete mellito, ipoglicemia e ipertiroidismo hanno una maggiore probabilità di essere soggetti all’iperfagia. Ciò si può verificare in forma transitoria anche nella sindrome premestruale.

L’iperfagia può essere anche causata da una reazione a stati d’ansia e periodi di stress eccessivo. Tali condizioni, molto spesso, si manifestano con irrequietezza, irritabilità, palpitazioni e tensione muscolare.

Altre possibili ma meno frequenti cause nel nostro Paese comprendono alcune infestazioni da parassiti (come la teniasi), che possono manifestarsi con aumento dell’appetito e perdita di peso, senza un motivo apparente.

L’iperfagia può derivare anche dall’assunzione di certi farmaci, quali corticosteroidi, contraccettivi orali e antidepressivi triciclici.

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